LEZIONE CONCERTO
Breve analisi storico-musicale sugli stili blues –
rock – folk country, la loro evoluzione e l’influenza
sulla musica moderna popolare.
IL BLUES
I primi blues sono espressione del disagio post-secessione.
La popolazione di colore, infatti, è costretta, una
volta abolita la schiavitù, a lasciare le campagne
per raggiungere le grandi città industrializzate.
Se non più schiavi, uomini e donne di colore continuano
ad essere sfruttati e maltrattati comunque, vivendo una
condizione di totale ghettizzazione. Il blues è dunque
un canto di protesta urbano carico di reminiscenze della
cultura musicale africana ed in cui, per via delle tematiche
trattate, il popolo di colore si identificava.
Musicalmente è un genere scarno e semplice ma ricco
di spiritualità. Si fonda sull’alternarsi di
tre accordi base sui quali si improvvisa con una scala “blues”.
Quest’ultima è nata dall’incontro della
scala africana a cinque suoni detta “pentatonica”
e quella “eptatonica” (sette suoni) europea.
Conferisce un senso di indeterminatezza oscillando tra tonalità
maggiore e minore.
AUTORI: Robert Johnson “Sweet Home Chicago”;
John Lee Hooker “Boom-Boom”; Jimi Hendrix “Red
House Blues”; The Doors “Break on Through”.
IL ROCK’N’ROLL
Questo genere esprime chiaramente la necessità e
la voglia di divertimento che investì la gioventù
statunitense, e non solo, dopo il secondo conflitto mondiale.
Fu lo stesso sentimento che diede origine allo “swing”
negli anni ’20-’30 del nostro secolo.
Il Rock’n’Roll è fondamentalmente una
musica “bianca” nata dall’incontro di
vari generi quali il “Bolgie-Woogie”, il “Blues”,
il “Country” e la “Jump music”.
I testi, spesso intrisi di allegria e leggerezza, modulano
su una musica semplice e dal ritmo sostenuto; la base armonica
è costituita da tre accordi come nel blues, sui quali
però ondeggiano sfrenati soli di chitarra elettrica.
Ed è proprio la chitarra elettrica a divenire il
simbolo di questo genere come nel jazz sono protagonisti
la tromba e il sax.
AUTORI: Louis Prima “Jump, Jive an’Wail”.
Chuck Berry “Johnny B. Goode”. Elvis Presley
“Blue Suede Shoes”. The Rolling Stones “It’s
only Rock’n’Roll”.
IL COUNTRY FOLK
E’ una musica che fonda le proprie radici nella cultura
musicale europea, sebbene si sviluppi nella realtè
della “frontiera” nord-americana. Canti di montagna
e ballate irlandesi incontrano il blues dando nascita ad
un genere intenso, ballabile e malinconico allo stesso tempo.
Saranno la solitudine e la tristezza del cow-boy bianco,
immerso nel “nuovo mondo” deserto e sconfinato,
a confluire e riversarsi in questo genere del tutto “cantautorale”.
Col passar del tempo anche i temi della pace e del razzismo
saranno centrali in autori come Woodie Guthrie e Bob Dylan.
La musica country-folk viene suonata principalmente da una
chitarra acustica arpeggiata velocemente o energicamente
con il plettro e le dita.
Le strofe, basate su semplici accordi, si ripetono più
volte con piccole variazioni permettendo al cantautore di
esporre le sue liriche con fluidità e sentimento.
AUTORI: Woodie Guthrie “Worried Man
Blues”. Bob Dylan “Subterranean Homesick Blues”,
“Don’t think twice it’s all right”.
John Lennon (The Beatles) “Julia”
OGGI
E’ interessante notare come tutti i generi finora
analizzati si siano evoluti mescolati e intrecciati negli
ultimi anni dando luogo a fertili e creative realtà
musicali. Dal Blues, dal Rock e dal Folk si sono elaborati
quasi spontaneamente il Funk, il Rap, la Dance, la Psichedelica,
il Punk, l’Elettronica, l’Hard Rock, il Metal…
e molti altri generi.
Se pur breve, dunque, la storia della musica popolare del
XX secolo è ricca, frastagliata e veloce nei mutamenti.
Qui analizzeremo quali frutti ha dato l’abbinamento
di una innovazione tecnologica come la “distorsione”,
ed in particolare quella della chitarra elettrica, con gli
stili analizzati precedentemente ovvero Rock, Blues e Folk.
AUTORI The Ramones “I Wanna Be Sedated”;
Rage Against The Machine “Bombtrack”; Guns’n’Roses
“Welcome to the jungle”. The Strokes “Last
Nite”. Marilin Manson “The Fight Song”
Chitarrista: Francesco Enrichi
17 e 31 gennaio 2005
prof.ssa Susanna Bidischini